|
Presentazione del libro di Carlo Pedini
La sesta stagione è candidato al Premio Strega
Giovedì 21 giugno, ore 18, Sala della Vaccara, Palazzo dei Priori, Perugia, lo scrittore Carlo Pedini presenterà il suo libro "La sesta stagione", Cavallo di Ferro editore, con cui è candidato al Premio Strega. L'autore ne parlerà con Baldissera Di Mauro, dirigente servizio attività culturali della Regione Umbria.L'iniziativa è promossa dal Circolo dei lettori di Perugia nell'ambito delle Manifestazioni celebrative per il XX giugno.
Un romanzo straordinario che racconta la storia del nostro paese dal 1934 al 1985.
È il 1934. La comunità di Civita Turrita, paesino dellentroterra toscano, si prepara a festeggiare solennemente, dopo dieci anni di lavori, linaugurazione del Santuario dellImmacolata Concezione, voluto dal Vescovo per ringraziare la Vergine della fine della Grande Guerra con i suoi numerosi lutti.
È in un clima di festa che si apre La Sesta Stagione, storia della decadenza della comunità civile e religiosa di Civita Turrita, raccontata attraverso le esistenze di tre giovani seminaristi: il timido e ingenuo Piero Menardi (voce narrante del romanzo), vittima consacrata per espiare la colpa di uno zio ordinato sacerdote e poi divenuto ribelle, il serio e avido Ottavio Pettirossi, destinato a diventare uno dei più fervidi sostenitori dellintegralismo cattolico, e lallegro e scapestrato Oreste Riccoboni, promesso a una brillante carriera di cantore fino a quando un incidente non lo costringe a rinunciare al suo sogno.
Una parabola che si compie in uno spazio di quasi cinquantanni, dal 1934 al 1985, toccando gli eventi salienti della storia italiana del XX secolo (il fascismo e i crimini di guerra, i Patti Lateranensi, la nascita della società e dei partiti di massa, lopposizione fra chiesa e democristiani da una parte contro socialisti e comunisti dallaltra, il Concilio Vaticano II, lalluvione di Firenze, il sessantotto, gli anni di piombo). E la narrazione dei fatti locali, ancorati alla vita della piccola comunità, trova una corrispondenza puntuale nelle vicende storiche e nei grandi mutamenti accaduti a livello nazionale in quegli stessi anni. Mutamenti a cui non ci si può sottrarre: sotto i colpi della Storia e lincidere del tempo e della modernità, anche il microcosmo apparentemente perfetto della diocesi si sfalda, trascinando con sé i destini dei tre seminaristi, del Santuario e dellintera collettività civitese. Attorno alle tre figure centrali (Menardi, Pettirossi e Riccoboni) si muove infatti una folla intera di altri personaggi, in cui compaiono rappresentanti del mondo ecclesiastico (come Papa Pio XII e Giovanni XXIII), politico, musicale, contadino, delle corporazioni artigianali e delle classi popolari.
Ma non è solo la prospettiva storica a distribuire e ordinare su successivi piani di profondità gli eventi. La narrazione si svolge lungo un tracciato che ricalca nella struttura il celebre romanzo di Thomas Mann I Buddenbrook, e fa corrispondere a ogni personaggio della saga dello scrittore tedesco un riconoscibile alter ego. Un vero e proprio esperimento di composizione, per cui Pedini, da musicista, applica alla letteratura un metodo di scrittura musicale e segue I Buddenbrook come un canone, isolandone le varie unità distintive e riempiendole di nuovi contenuti. Una scelta motivata non solo dal valore e dal pregio del capolavoro di Mann, ma anche da unaffinità tematica. Se I Buddenbrook, narrando la storia della decadenza di una famiglia della borghesia tedesca, denunciano più in generale il fallimento dellintera classe borghese europea, La Sesta Stagione, narrando del processo di decadimento della comunità di Civita Turrita, annuncia la fine della Chiesa cattolica tradizionale e di tutto il suo sistema di valori.
n una scrittura fluida, chiara, senza increspature, sensibile al ritmo degli eventi dallandamento pacato delle prime pagine allimprovvisa accelerazione dettata dallincalzare dei fatti e dallavvento della modernità -, Carlo Pedini ci racconta una parte importante della storia recente della nostra nazione, svelando come, nel secolo scorso, la commistione dei poteri e il sottile gioco delle influenze siano stati il motore della lotta tra potere spirituale e potere temporale. Ma, soprattutto, ci consegna un mirabile e preciso affresco frutto di uno studio scrupoloso di fonti e documenti delle rivalità, invidie, sotterfugi e segreti che hanno contraddistinto una delle realtà più significative del nostro paese: la Chiesa, colta qui nel passaggio da un mondo contadino, dove ancora rappresentava un centro di aggregazione e di riferimento per la collettività, alla società moderna dei consumi di massa, che lha condannata a un inevitabile decentramento e svuotamento di ruolo.
Carlo Pedini (Perugia 1956), musicista, compositore e direttore dorchestra, insegna dal 1986 al Conservatorio «F. Morlacchi» di Perugia. Autore di opere liriche, sinfoniche e da camera, è stato più volte premiato in concorsi nazionali e internazionali. È uno degli autori della Missa Solemnis Resurrectionis eseguita in Campidoglioa Roma in occasione del Giubileo del2000. Ha lavorato, tra gli altri, perla Fondazione Arena di Verona, per lOrchestra Sinfonica della RAI, per il Music Summer Festivaldi Kusatsu in Giappone, per il Teatro alla Scala di Milano e per lInternational Opera Theater of Philadelphia negli Stati Uniti. Le sue musiche sono eseguite in Francia, Svizzera, Olanda, Germania, Russia, Brasile, Australia e Giappone. È stato per diversi anni Direttore Artistico della Sagra Musicale Umbra e Presidente dellAssociazione Regionale dei Cori dellUmbria. Dal 2007 è membro della commissione musica della SIAE. È Socio Onorario della Libera Università di Città della Pieve, Membro Onorario del Consiglio Direttivo degli Amici della Lirica di Perugia e dal giugno 2011 è Presidente della Fondazione Guido dArezzo.